«Va bene. Lasciamo perdere i limiti temporali.
Se vuoi che sia io a compiere
il gesto... lo farò ma a una condizione».
Mi sentii mancare la voce. «Quale?».
Il suo sguardo era prudente.
Parlò lentamente: «Prima sposami».
«E dai», risposi con un velo di isteria
nella mia voce. «Ho soltanto diciotto anni».
«Be', io quasi centodieci.
È ora che metta la testa a posto».